Verde IntensoInizio | Nero | Giallo-rossiccio | Blu-smalto | Perla | Verde intenso| Piombo Mattinata di pescaAntonino
Spadaro, 1939
Attraccata al piccolo molo dello Scalo Vecchio, di già inondatodi sole, Hiera, la mia lancia, m'attende dolcemente cullandosi su uno specchio d'acqua tanto limpida che lascia nettamente discernere anche le più piccole cose adagiate sul fondo: varie specie di alghe, posidonie nastriformi bruno verdastre, ampie foglie di lattuga marina di un colore verde intenso; patelle attaccate tenacemente alle rocce sommerse e intere costellazioni di ricci. Qua e là i piccoli folti cespugli di attinie brune e gli anemoni scarlatti e violacei attendono che un incauto insetto o un inesperto pesciolino si avvicini alla zona d'azione dei loro filiformi tentacoli, vi resti inesorabilmente avviluppato e quindi divorato. Uno sciame di piccoli cefali in fila indiana guizza veloce, quasi a fior
d'acqua mentre, sotto la chiglia della lancia, qualche nera monacella (1) fa lente evoluzioni e, più vicine al
fondo, alcune vivaci donzelle variopinte sono in continuo moto tra una roccia e
l'altra in cerca di cibo. Sul
bagnasciuga del molo un granchio vorace pilucca, con movimento alterno delle sue
possenti chele, un pezzettino di pesce, già esca di qualche pescatore. Quel breve tratto di mare stamani è una grande vasca di un immenso
acquario, entro cui si può osservare una larga rappresentanza della fauna
marina... A levante è apparso
il sole in tutto il suo splendore, dietro l' Erice vetusta:
si stagliano alte le sue torri antiche sullo sfondo d'oro. M'imbarco; e, dando forza ai remi, mi avvio lentamente verso Cala
Manione. La prora snella
dell’ imbarcazione fende l'acqua con un
gorgoglìo di limpida fonte; i remi tuffati e rituffati con sìncrona cadenza producono piccoli vortici
che, poco a poco
allontanandosi, vanno a confondersi con la scia. Poi tutto si richiude e
s'appiana, in un tremolìo di infinite pagliuzze d'oro scintillanti nel
riflesso del sole che mi
abbaglia. Un candido gabbiano, quasi ad
insegnarmi la via, mi precede volando basso. Ad un tratto, con una larga
virata, accelerando il moto delle sue robuste remiganti, si dirige al largo. Fatte alcune centinaia di metri di velocissimo volo, comincia a
volteggiare nell'aria scrutando la
superficie del mare sottostante. Ha scoperto la preda. Vi piomba sollevando una breve colonna di spruzzi e scompare per qualche attimo sott'acqua...
Riaffiora un paio di metri più avanti, scuotendo il corpo e, agitando le ali per liberarsi delle goccioline rimastegli addosso, si ripulisce il becco. Poi,
immobile, adagiato mollemente
sull'onda, si lascia scarrocciare dalla corrente. Di tanto in tanto allunga
il collo per emettere il suo canto di beatitudine, che ha tutta la
risonanza di una scrosciante risata. L'eco della montagna, captandolo, ripete quel grido, di balza in balza, di valle in valle, fin che
s'estingue in lontananza... Doppiata la punta dello Scoglio del Cammello, entro nell'ansa di Cala
Manione. Lascio i remi che ritiro dalla scalmiera; aspetto che, cessata la spinta,
si fermi da sola la mia imbarcazione. Getto in mare la màzzera, in luogo
dell'ancora. Poi, seduto a poppa, affondo la lenza e attendo che qualche
roseo pagello
abbocchi mentre, ebbro di luce e di quiete, solo, in tanta pace... s’ annega il pensier mio ... Marettimo, Agosto 1939 (1) Castagnola
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